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Caracol Yoga

Utilizzare lo Yoga per il benessere di mente e corpo

mente e corpo

Le origini e i benefici di questa antichissima disciplina

Il termine Yoga deriva dalla parola sanscrita yug che vuol dire unire, aggiogare, legare insieme, congiungere e ci riporta al concetto fondamentale di unione tra mente e corpo, spirito e materia; è il legame che mette in equilibrio gli opposti e ci consente di abolire la condizione frammentaria e caotica della mente. “Yoga è la pratica di quietare la mente”(Patañjali, Yoga Sutra).

Questa tecnica può essere definita come una vera e propria Scienza del Benessere psico-fisico che ci mette a disposizione una serie di metodi per combattere al meglio lo stress ed aumentare la capacità di concentrazione e la consapevolezza di sé.

La pratica dello yoga aiuta il corpo pigro a diventare attivo e vibrante. Trasforma la mente, rendendola armoniosa. Lo yoga aiuta a mantenere il corpo e la mente in armonia con l’essenza, l’anima, così che i tre siano fusi in uno.” (B. K. S. Iyengar).

Le origini dello Yoga

Le sue origini sono antichissime e possono essere fatte risalire ai primi insediamenti della civiltà Dravida nella valle comprendente i fiumi Indo e Saraswati,  i quali attraversano sia l’India che il Pakistan, tra il 5000 ed il 3000 a.C. Alcuni reperti ritrovati (in particolare il sigillo raffigurante una figura umana seduta in una posizione yoga e circondata da animali) testimoniano dell’utilizzo di tecniche per l’autocontrollo fisico e mentale.

In seguito, nel periodo tra il 2000 e il 1000 a.C., popolazioni nomadi, provenienti da regioni come la Turchia e l’Asia centrale (l’archeologia non ha ancora sciolto questo dubbio), si sono insediate in questi accoglienti luoghi della valle dell’Indo, fondendosi con le popolazioni già residenti. Questo mitico popolo si definì col nome ‘Aria’ (in sanscrito àrya, “persona rispettabile”).

Yoga-sutra di Patanjali

Fu un popolo nobile, di razza bianca e lingua indoeuropea alla quale si possono ricollegare anche le nostre origini attraverso madri lingue come il greco e il latino, in evidenti affinità col sanscrito, la lingua sacra indiana. Erano principalmente cacciatori e pastori ed avevano, come elemento sacro, il fuoco e, già molto evoluti, praticavano culti per varie divinità.

Affidarono le loro credenze e la loro filosofia ai Veda, libri antichissimi tenuti ancora oggi in grande considerazione (sono una sorta di “bibbia” per il mondo induista). Da lì questa dottrina si diffonde per tutta l’India tramandata per via orale tra maestro e discepolo. In essi, e in particolare nel Rig-veda, troviamo nuove tracce dello yoga.

Ma il testo antico più autorevole dedicato allo yoga è rappresentato dagli Yoga-sutra di Patanjali, che proprio per questo, come dicevamo, è considerato il “padre” dello yoga classico. Il testo è appunto scritto sotto forma di sutra, brevi massime attraverso le quali, con pochissime parole, si esprime una norma o una sentenza.

Lo Yoga come ‘scienza del benessere’

Lo Yoga viene definito in vari modi, una disciplina, una dottrina, una filosofia di vita. A me piace definirlo come “scienza del benessere” proprio perché più che esoterismo e pozioni magiche (come ancora molti credono) ci mette a disposizione  un approccio pratico fatto di modalità e tecniche molto utili per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico. Mi piace pensare allo yoga come a una cassetta degli attrezzi in cui trovare tutto ciò che serve per stare bene con se stessi e con gli altri.

Ovviamente non si parla di “miracoli”, la via dell’Illuminazione è lunga e riservata a pochi eletti, ma ciò che è permesso a tutti è iniziare un percorso di consapevolezza al fine di raggiungente un sano equilibrio mentale ed emotivo e vivere in armonia con noi stessi e con gli altri. Lo yoga ci è di grande aiuto in questo perché ci propone di rallentare, di fermarci per ascoltarci e per entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi (il Nostro vero Sè) andando otre il rumore incessante della nostra mente, non a caso alcuni saggi viene definita “scimmia impazzita”.

Con una pratica costante lo yoga ci offre la libertà di dissolvere costrutti e e sovrastrutture mentali alimentate dal nostro “Ego”,“ri-unire” i frammenti in cui spesso ci troviamo spezzettati dai vari ruoli che ci troviamo a ricoprire nella società, e riprenderci la calma e la serenità di vivere entrando in contatto con ciò che sentiamo e non con ciò che pensiamo, nel momento presente, nel qui ed ora (che è l’unico istante in cui esiste la vita).

Penso 99 volte e non trovo niente. Poi smetto di pensare, nuoto in silenzio, e la verità arriva a me”. Albert Einstein

Lavorare su mente e corpo

In tal senso se mi chiedessero di definire lo Yoga con una parola, direi sicuramente LIBERTA’.
Secondo la mia esperienza di praticante ed insegnate di yoga questi risultati possono essere ottenuti soltanto portando la pratica “fuori dal tappetino” ovvero cercando di applicare gli insegnamenti di questa millenaria dottrina alla vita di tutti i giorni, magari anche sul posto di lavoro dove siamo chiamati a trascorrere la maggior parte delle nostre giornate e a relazionarci con tante persone diverse.

In Occidente lo yoga sta infatti avendo una notevole diffusione, ma l’aspetto sul quale ci stiamo concentrando è quello fisico, legato alla pratica della asana (posture, posizioni) che ci permettono effettivamente di sperimentare dei vantaggi psico-fisici straordinari. Per avere ancora maggiori benefici bisognerebbe fare un piccolo salto ed esercitare gli insegnamenti dei maestri nella nostra quotidianità, nella nostra vita di tutti i giorni, personale e lavorativa. Questa è secondo me la vera sfida per intraprendere davvero un percorso di consapevolezza.

Sicuramente il punto di partenza è quello sul piano più grossolano, quello fisico appunto. Attraverso la pratica delle asana andiamo a rafforzare il sistema muscolo-scheletrico, a lubrificare le articolazioni e a rendere il corpo più forte e più flessibile ma l’obiettivo “è lavorare sul corpo per andare oltre il corpo”.
Fondamentale importanza assume la respirazione ed il Pranayama (controllo dell’energia o del soffio vitale) che ci permette di creare un ponte tra la il corpo e la mente per arrivare a lavorare sul piano energetico o sottile e quindi sul nostro stato emotivo.

Asana e Pranayama

Asana e Pranayama sono solo 2 di un percorso fatto di 8 passi, i famosi “8 limbi dello yoga” illustrati da Patanjali negli Yoga Sutra. I primi due Yama (astensioni) e Niyama (osservanze) si riferiscono rispettivamente alla linee di condotta verso gli altri e verso se stessi per intraprendere un percorso di liberazione dai condizionamenti della nostra mente. Una serie di principi etici nei quali esercitarci nella vita quotidiana per eliminare quelle cattive abitudini e comportamenti che intossicano il nostro corpo e la nostra mente a volte portando a delle conseguenze di malessere anche grave.

Attraverso la pratica di asana (posizioni) e pranayama (controllo del respiro), e delle varie tecniche di meditazione e rilassamento, possiamo liberaci dai condizionamenti mentali e da comportamenti che sono soltanto frutto di proiezioni nel futuro (che in realtà non sappiamo se e quando accadrà) o ricordi del passato (che è finito e non si ripeterà).

Lo Yoga è una vita di autodisciplina costruita sui criteri di vita semplice e pensiero elevato. Quando il sistema di corpo, mente e anima è in salute e in armonia, la mente superiore può facilmente trionfare sulla mente inferiore piena di vizi. Gli ostacoli diventano allora un’occasione per il successo mentre la vita diviene una scuola per lo sviluppo del carattere, della compassione e della realizzazione del Sè Divino che tutto comprende. Svilupperai un nuovo punto di vista su salute e positività. Se riesci a guarire il tuo corpo e la tua mente riuscirai a guarire il pianeta e prendertene cura“. Swami Vishnudevananda

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