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Caracol Yoga

L’approccio olistico alla gestione d’azienda

approccio olistico

Negli ultimi vent’anni il termine “olistico” è entrato prepotentemente a far parte del linguaggio comune: medicina olistica, massaggio olistico, cibo olistico, centro olistico, operatore olistico, visione olistica e così via, fino ad arrivare ad azienda olistica, approccio olistico al Management. Possiamo affermare che per approccio olistico a qualunque si intenda prendere in considerazione la sua interezza ed il complesso delle sue relazioni, ovvero l’insieme di cui fa parte, pena l’impossibilità di comprenderla e affrontarla in modo corretto ed efficace.

Cosa significa olistico? Da dove deriva? Il termine olismo, di cui olistico è il relativo aggettivo, risale etimologicamente al greco holos che vuol dire “il tutto, la totalità, l’interezza”. Quindi olistico significa un approccio, una teoria, una terapia che tiene in considerazione non solo una parte specifica, ma l’interezza del sistema. L’olismo è una visione teorica che può essere applicato in fisica, biologia, chimica, linguistica oltre che nelle scienze sociali e in economia.

L’Olismo è dunque una posizione teorica (in ambito filosofico e scientifico, contrapposta al riduzionismo) secondo la quale le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue singole componenti, poiché la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore, o comunque differente, delle medesime parti prese singolarmente. Detto in maniera più semplice, Il tutto è maggiore della somma delle parti.

Un esempio di struttura olistica: l’essere vivente

L’Olismo è dunque una posizione teorica (in ambito filosofico e scientifico, contrapposta al riduzionismo) secondo la quale le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue singole componenti, poiché la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore, o comunque differente, delle medesime parti prese singolarmente. Detto in maniera più semplice, Il tutto è maggiore della somma delle parti.
Un tipico esempio di struttura olistica è l’organismo biologico: un essere vivente, in quanto tale, va considerato sempre come una complessa unità-totalità, non riducibile ad un semplice assemblaggio delle sue parti costituenti. A differenza di una macchina, dove sono le singole parti a formare e spiegare il tutto in senso deterministico, è solo a partire da un principio superiore che nell’organismo vivo è possibile comprendere lo sviluppo dei suoi aspetti secondari. La filosofia olistica si diffonde in Occidente a partire dagli anni venti del Novecento, e guarda, dunque, all’essere vivente come ad un esempio di entità le cui parti formano un tutto armonico, inesprimibile in modo diverso da come esso si dà.

Lo yoga è una disciplina olistica

Lo yoga è una disciplina olistica, lo esprime il significato stesso della radice sanscrita Yug, che vuol dire unione. Tra cosa?  Tra mente, corpo e spirito, unione con la natura, con l’universo che ci circonda, connessione profonda con gli altri essere umani. Lo Yoga coinvolge l’intero individuo, la sua anima e il suo corpo, e proietta questa dimensione assoluta su tutto il tempo e lo spazio occupati dalla persona sino ad estendersi alla società, alla quale sono indirizzate precise norme morali. Si pensi al fatto che le stesse asana in teoria nascono per essere mantenute in uno spazio e in un tempo illimitati, senza condizionamenti di contesto.

Lo Yoga tende a parlare alla natura profonda dell’uomo, che è il frutto di diverse qualità. L’unione e la differente mescolanza delle quali definiscono le sensazioni, le passioni, i sentimenti.
L’essere umano è concepito nella sua interezza fisica e spirituale: non c’è separazione tra le varie “componenti”. C’è invece un’interconnessione profonda tra i vari piani esistenziali. La cosa interessante che discipline antichissime come lo yoga, il tao chi, il chi qong, derivanti da antiche culture orientali, vengono oggi ad essere supportate dalle più attuali conoscenze scientifiche, dalle teorie delle varie correnti psicologiche e dalle recenti scoperte delle neuroscienze.

Ma che che cosa ci offre di diverso l’approccio olistico della realtà rispetto ad un approccio analitico? Riconosce innanzitutto l’importanza della Persona attribuendole un ruolo nel contesto in cui vive. E poi:

  • pone al primo posto le relazioni dinamiche rispetto alle gerarchie statiche;
  • allarga gli orizzonti guardando il mondo con occhi nuovi;
  • apre le porte a un nuovo progresso nato dallo studio dell’interconnessione tra i diversi aspetti della realtà.

In definitiva ci offre una prospettiva più profonda allo studio dei fenomeni della realtà e di noi stessi. Permette di dare diversi significati e nuovo senso ad alcuni aspetti altrimenti considerati isolati e privi di importanza.

Dall’Azienda tradizionale all’azienda olistica

Le aziende tradizionali, ovvero quelle che impiegano dei modelli organizzativi classici e sono basati sul concetto di “divisione”, hanno manifestato nel tempo una serie di controindicazioni:

  • conflittualità
  • obiettivi divergenti
  • miopia strategica

Se un certo livello di conflitti, di divergenza di obiettivi e di visione strategica corta potevano essere considerati fisiologici in una normale condizione di mercato, la velocità con cui ci si muove oggi e con cui si deve reagire alle mutazioni del contesto competitivo ha portato all’esasperazione di queste problematiche, mettendo seriamente in discussione l’efficacia dei modelli organizzativi tradizionali.

La conflittualità che viene a crearsi tra responsabili di funzione, divisione, processo, finisce per avvelenare il clima aziendale. Tutto ciò comporta effetti negativi sulla produttività e sul servizio al cliente, senza considerare i risvolti sulla qualità della vita, la serenità e l’entusiasmo dei membri del team aziendale. Quando ognuno cerca di “tirare l’acqua al suo mulino” si perde il focus sugli obiettivi strategici aziendali. Il perseguimento di obiettivi divergenti determina uno scarso livello di efficacia e un grandissimo dispendio di energia che si traduce anche in un drammatico calo del livello di efficienza.

Per miopia strategica mi riferisco invece a quel fenomeno per cui si focalizza l’attenzione sugli obiettivi a breve termine perdendo di vista il risultato strategico globale. Le attività che svolgiamo quotidianamente all’interno delle nostre organizzazioni possono condurre, passo dopo passo, alla realizzazione del disegno strategico generale, oppure soddisfare la necessita del momento, il capriccio del cliente, le manie di protagonismo di un responsabile di funzione.

Cos’è l’Azienda Olistica

Prima ancora di caratterizzarsi come un modello organizzativo, l’azienda olistica è un approccio più umano alla visione e alla vita dell’impresa. Riesce a riportare al centro dell’attenzione l’importanza delle persone. Cerca di risolvere i problemi della conflittualità, degli obiettivi divergenti e della miopia strategica, attraverso il superamento delle divisioni, considerando l’azienda come un’entità:

  • mono-funzione
  • mono-divisione
  • mono-processo

in cui ogni individuo e’ chiamato a svolgere il proprio compito, collaborando in modo sinergico e armonico piuttosto che ponendosi in competizione con gli altri. Per superare i limiti dei modelli organizzativi tradizionali e’ necessario passare dal concetto del dividere (separare, allontanare) al concetto del con-dividere (avere in comune, avvicinare).

L’approccio olistico dell’azienda potrebbe decretare la fine dei modelli organizzativi tradizionali. Questi, come si è visto, hanno generato delle pesanti controindicazioni in termini di: conflittualità obiettivi, divergenti, miopia strategica

Il contributo dello Yoga

Lo yoga in azienda si propone come un ottimo metodo per la riduzione dello stress sia corporeo che mentale e come una misura efficace per una gestione del personale orientata alla Work Life Balance. Dal punto di vista fisico, praticando correttamente e regolarmente le posizioni (asana) e gli esercizi di controllo del respiro (pranayama), si possono riscontrare nel breve tempo importanti benefici:

  • Miglioramento della postura: chi passa tante ore alla scrivania incurva la colonna vertebrale e accumula tensioni nelle spalle e nella zona lombare. Questo comporta una respirazione incompleta. Anche una sola ora a settimana sarebbe una fonte di relax enorme;
  • Riequilibrio della pressione sanguigna e riduzione dell’ipertensione;
  • Riequilibrio del sistema nervoso ed endocrino;
  • Maggiore consapevolezza del proprio corpo: chi pratica yoga re-impara ad “ascoltare” il proprio corpo. I suoi segnali, i sintomi dello stress e quali siano i metodi per poterlo attenuare.

Dal punto di vista mentale questo si traduce in una riduzione dell’ansia e in una maggiore serenità. Nella testa di chi pratica yoga si avverte una depurazione dalle “tossine” accumulate con lo stress quotidiano. In particolare:

  • Maggiore Chiarezza mentale: rende più efficaci le decisioni attingendo alla intelligenza intuitiva e aumentando focus, concentrazione, chiarezza.
  • Recupero dell’energia: aumenta energia disponibile, capacità di recupero, flessibilità e resilienza attraverso una gestione consapevole di respiro, movimento, alimentazione, sonno, motivazione.
  • Comunicazione Efficace: rafforza e rendi più fluide le dinamiche del lavoro di gruppo allenandoti a
  • Gestione stress: migliora la risposta personale a fattori di stress oggettivi, diminuendo il livello di
  • Sviluppo Leadership: potenzia il tuo impatto personale sulla tua realtà e di conseguenza sulla squadra. Allena il sistema nervoso ed endocrino per rafforzare carisma, creatività e consapevolezza.